Il Mobile Banking comprende l’insieme dei servizi bancari accessibili tramite smartphone e tablet, principalmente attraverso applicazioni dedicate. Si tratta di un’estensione dell’home banking, ma anche un ambiente digitale nel quale il cliente può gestire gran parte delle proprie attività finanziarie senza recarsi in filiale. A seconda dell’istituto, le applicazioni consentono di consultare saldo e movimenti, effettuare bonifici e pagamenti, gestire le carte, controllare prestiti e investimenti, monitorare le spese e comunicare con la banca attraverso strumenti di assistenza digitale.
Un ruolo particolarmente rilevante è assunto dai pagamenti digitali. L’introduzione dei bonifici istantanei nell’Unione Europea consente di trasferire euro in pochi secondi, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Dal 9 ottobre 2025, nell’area dell’euro, i prestatori di servizi di pagamento devono consentire ai clienti di inviare bonifici istantanei in euro. Lo smartphone diventa, così, uno dei principali strumenti attraverso cui effettuare operazioni finanziarie immediate, riducendo ulteriormente la dipendenza dai tradizionali orari e canali bancari.
Inoltre, un elemento centrale delle applicazioni bancarie è la user experience, che riguarda la semplicità e l’efficacia dell’interazione con il servizio. Un’interfaccia chiara, una navigazione intuitiva e un accesso rapido alle funzioni principali sono fondamentali per rendere comprensibili anche operazioni finanziarie complesse. A ciò si aggiunge l’accessibilità, che richiede di progettare servizi utilizzabili da persone con esigenze differenti. L’attenzione a questo aspetto emerge anche nei lavori della Banca Centrale Europea sull’euro digitale, per il quale l’accessibilità è considerata un elemento della progettazione dell’esperienza utente.
Il Mobile Banking si inserisce nel più ampio ecosistema dell’Open Banking, sviluppatosi anche in seguito alla PSD2 (Direttiva riveduta sui servizi di pagamento, UE 2015/2366, una normativa dell’Unione Europea che disciplina i pagamenti elettronici e i prestatori di servizi di pagamento. Operativa in Italia dal 14 settembre 2019, mira a rafforzare la sicurezza, promuovere la concorrenza nel settore bancario aperto e proteggere i consumatori dalle frodi). Attraverso le API – Application Programming Interface, sistemi informatici differenti possono comunicare tra loro, permettendo a banche, Fintech e altri operatori autorizzati di sviluppare servizi interconnessi. Con il consenso dell’utente e nel rispetto della normativa, determinati soggetti possono accedere a informazioni o fornire servizi collegati ai conti bancari. Questo modello ha contribuito a superare una concezione del servizio bancario basata su sistemi isolati, favorendo una maggiore integrazione tra operatori finanziari e tecnologici.
Alla base delle applicazioni bancarie vi è un’infrastruttura tecnologica che comprende cloud computing, API, analisi dei dati e Intelligenza Artificiale. Il cloud permette di utilizzare risorse informatiche flessibili, mentre le API facilitano l’integrazione tra piattaforme. L’analisi dei dati consente, invece, di elaborare le informazioni relative alle operazioni effettuate e di sviluppare servizi più personalizzati. I sistemi intelligenti trovano applicazione, ad esempio, nello sviluppo di assistenti virtuali, nell’analisi e classificazione delle spese e nell’automazione di alcune operazioni, contribuendo a rendere i servizi finanziari più efficienti e personalizzati. In questo contesto, la Banca Centrale Europea e la Bank for International Settlements hanno evidenziato il ruolo sempre più rilevante di queste tecnologie nella trasformazione del settore finanziario.
L’utilizzo dei dati permette alle applicazioni di fornire anche strumenti per una gestione più consapevole delle proprie finanze. Le transazioni possono essere organizzate per categorie di spesa e rappresentate attraverso riepiloghi che aiutano l’utente a comprendere le proprie abitudini finanziarie. In questo modo, il Mobile Banking assume una funzione che va oltre l’esecuzione delle operazioni, diventando anche uno strumento di supporto alla gestione quotidiana del denaro.
A ogni modo, la digitalizzazione dei servizi bancari può contribuire all’accessibilità finanziaria, poiché consente di effettuare numerose operazioni senza raggiungere fisicamente una filiale. L’European Banking Authority ha riconosciuto il ruolo dei canali digitali nell’accesso ai servizi bancari, pur evidenziando l’importanza di considerare fattori come competenze digitali, disponibilità dei dispositivi e accesso alla connessione. L’innovazione, quindi, deve essere accompagnata da soluzioni semplici e accessibili.
Ma quale potrebbe essere il prossimo passo nell’evoluzione dei servizi finanziari digitali? Tra gli sviluppi futuri rientra il progetto dell’euro digitale della BCE, concepito come forma digitale di moneta della banca centrale destinata ai pagamenti quotidiani. Il progetto prevede la possibilità di utilizzare l’euro digitale sia online sia offline, attraverso un’applicazione mobile o altre soluzioni offerte dai prestatori di servizi di pagamento.
La Banca Centrale Europea ha indicato il 2029 come possibile anno per una prima emissione, subordinatamente all’approvazione della normativa europea, mentre un progetto pilota potrebbe essere avviato nel 2027. La sua eventuale introduzione potrebbe rafforzare ulteriormente l’integrazione tra servizi bancari, pagamenti e strumenti finanziari digitali.
Il Mobile Banking, dunque, può essere interpretato come un ecosistema nel quale applicazioni, infrastrutture bancarie, sistemi di pagamento, Fintech e tecnologie digitali convergono all’interno di un’unica esperienza. Lo smartphone diventa il principale punto di interazione tra cliente e servizi finanziari, mentre l’evoluzione di API, cloud, analisi dei dati e intelligenza artificiale contribuisce a rendere questi servizi sempre più integrati, personalizzati e accessibili.
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Crescita del Mobile Banking
I numeri restituiscono con chiarezza la portata della diffusione del Mobile Banking. In Italia, i dati più recenti dell’Osservatorio ABI “Banche Clienti”, realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa nell’aprile 2026, mostrano che oltre 24,1 milioni di clienti, pari al 63% della clientela considerata, utilizzano il mobile banking attraverso app, smartphone o tablet. Nel complesso, 30,5 milioni di clienti, corrispondenti al 79%, utilizzano internet banking e/o mobile banking, a conferma della forte presenza dei canali digitali nel rapporto tra banche e clienti.
La crescita emerge anche dall’attività svolta attraverso le applicazioni. Secondo il XIV Rapporto annuale dell’Osservatorio Digital Banking di ABI Lab, pubblicato nello scorso anno e relativo ai dati del 2024, il numero di clienti attivi sulle app bancarie è aumentato del 5,5% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, l’80% degli istituti analizzati registrava un numero di clienti attivi tramite app superiore a quello degli utenti attivi attraverso il portale web, indicando un progressivo spostamento delle operazioni verso il canale mobile. Anche le operazioni dispositive effettuate tramite Mobile Banking sono aumentate, raggiungendo 406 milioni, il 16% in più rispetto al 2023. Particolarmente significativo è stato l’incremento dei bonifici istantanei effettuati tramite questo canale, cresciuti del 50,6% fino a 57,7 milioni di operazioni.
La diffusione del Mobile Banking si inserisce, inoltre, in una più ampia trasformazione delle abitudini di pagamento. Secondo la Banca Centrale Europea, nel 2024 i pagamenti effettuati con dispositivi mobili nei punti vendita dell’area euro rappresentavano il 6% delle transazioni, quasi il doppio rispetto al 2022. Considerando il valore delle operazioni, la quota è passata dal 4% al 7%. Anche i pagamenti online hanno registrato un aumento, arrivando a rappresentare il 21% dei pagamenti quotidiani effettuati dai consumatori dell’area euro, contro il 17% del 2022.
La crescita non riguarda soltanto il numero di utenti, ma anche l’estensione delle attività disponibili tramite app. L’indagine ABI Lab del 2025 mostra un progressivo ampliamento dei servizi digitali: il 60% delle banche analizzate consentiva di gestire digitalmente le carte di credito, mentre il 59% permetteva di completare online la sottoscrizione di un prestito personale. Anche l’assistenza si è spostata verso il canale mobile: il 53% degli istituti offriva una chat con un operatore direttamente nell’app e il 45% utilizzava chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
Questa diffusione deve essere considerata anche alla luce dell’accesso generale alle tecnologie digitali. Secondo Istat, nel 2025 l’83,1% della popolazione italiana di almeno sei anni aveva utilizzato Internet nei tre mesi precedenti l’indagine, mentre il 79,1% accedeva alla rete tramite smartphone. Tuttavia, solo il 54,3% delle persone tra i 16 e i 74 anni possedeva competenze digitali almeno di base, evidenziando che la disponibilità degli strumenti tecnologici non coincide necessariamente con la capacità di utilizzarli in modo pienamente consapevole.
Nel complesso, questi dati mostrano una progressiva affermazione del Mobile Banking nelle abitudini bancarie degli italiani. L’aumento degli utenti, delle operazioni effettuate tramite app e dei servizi disponibili indica che il canale mobile non viene più utilizzato soltanto per consultare il conto, ma è sempre più integrato nelle principali attività finanziarie quotidiane.
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Sicurezza nelle app di mobile banking
La possibilità di gestire il proprio conto bancario in qualsiasi momento e con pochi gesti ha reso le operazioni finanziarie sempre più immediate. Questa rapidità, tuttavia, richiede sistemi capaci di verificare che ogni accesso e ogni transazione siano effettivamente riconducibili al titolare del conto. La sicurezza delle app di Mobile Banking si basa, quindi, su diversi livelli di protezione, che intervengono sia durante l’accesso sia nell’autorizzazione delle operazioni. Tra i principali strumenti previsti a livello europeo rientra la Strong Customer Authentication (SCA), ovvero l’autenticazione forte del cliente, introdotta dalla PSD2. In determinate circostanze, questo meccanismo richiede l’utilizzo di almeno due elementi appartenenti a categorie differenti: qualcosa che l’utente conosce, qualcosa che possiede oppure una caratteristica che lo identifica. L’obiettivo è quello di verificare l’identità del cliente prima di consentire l’accesso al conto o l’esecuzione di specifiche operazioni di pagamento. L’European Banking Authority ha chiarito che la SCA si applica, in particolare, all’accesso online al conto e all’avvio di pagamenti elettronici, salvo le esenzioni previste dalla normativa.
L’efficacia dell’autenticazione forte trova riscontro anche nei dati più recenti. Nel rapporto pubblicato nel dicembre 2025, la Banca Centrale Europea e l’European Banking Authority hanno evidenziato che le operazioni sottoposte a SCA presentano generalmente livelli di frode inferiori rispetto a quelle non sottoposte a tale procedura. Allo stesso tempo, il rapporto mostra come il fenomeno delle frodi continui a rappresentare una sfida rilevante per il settore: nel 2024 il valore complessivo delle frodi relative ai principali strumenti di pagamento nell’Area Economica Europea ha raggiunto 4,2 miliardi di euro, rispetto ai 3,5 miliardi registrati nel 2023. Questo andamento dimostra la necessità di aggiornare continuamente i sistemi di prevenzione in risposta all’evoluzione delle tecniche utilizzate dai truffatori.
Una delle minacce più significative non riguarda soltanto l’accesso abusivo ai sistemi, ma il tentativo di manipolare direttamente l’utente. Attraverso tecniche di social engineering, i truffatori possono presentarsi come banche, aziende o altre organizzazioni affidabili e indurre la vittima a fornire informazioni riservate oppure ad autorizzare personalmente un’operazione. Il problema è particolarmente rilevante perché, in questi casi, la transazione può essere formalmente autenticata dal cliente, pur essendo stata originata da un inganno. L’European Banking Authority ha individuato proprio il social engineering tra le principali minacce per i consumatori europei nel settore dei pagamenti.
Il fenomeno assume particolare rilievo nel caso dei bonifici. Secondo il rapporto congiunto EBA-BCE, nel 2024 gli utenti dei servizi di pagamento hanno sostenuto circa l’85% delle perdite derivanti dalle frodi sui bonifici, principalmente perché indotti dai truffatori ad autorizzare direttamente le transazioni. Il dato evidenzia come la sicurezza non possa dipendere esclusivamente dagli strumenti tecnologici: la capacità di riconoscere comunicazioni sospette e richieste fraudolente rappresenta una componente altrettanto importante nella prevenzione.
Per contrastare questo tipo di frodi, l’Unione europea ha introdotto ulteriori strumenti di controllo. Dal 9 ottobre 2025, nell’area dell’euro, i prestatori di servizi di pagamento devono offrire la verifica del beneficiario per i bonifici istantanei. Il sistema confronta il nome del destinatario inserito dal cliente con quello associato all’IBAN, segnalando eventuali incongruenze prima che il pagamento venga eseguito. Si tratta di un meccanismo particolarmente rilevante per il mobile banking, dove la velocità delle operazioni deve essere accompagnata da controlli in grado di ridurre il rischio di errori e transazioni fraudolente.
La sicurezza delle applicazioni bancarie deve confrontarsi anche con l’evoluzione delle tecnologie utilizzate dai criminali. Nel giugno 2026 l’European Banking Authority ha indicato tra i principali fattori di rischio per le banche europee il furto o la compromissione delle credenziali, il social engineering e le frodi online e legate ai pagamenti. Lo stesso organismo ha evidenziato come l’intelligenza artificiale possa essere sfruttata dai criminali per rendere le frodi più sofisticate e difficili da individuare. Di conseguenza, anche gli strumenti di prevenzione e rilevamento devono evolversi continuamente, attraverso sistemi capaci di analizzare le transazioni e individuare comportamenti anomali.
La sicurezza del Mobile Banking richiede, quindi, un approccio integrato nel quale autenticazione, monitoraggio delle operazioni, verifica dei destinatari e consapevolezza dell’utente concorrono alla prevenzione delle frodi. L’obiettivo non è soltanto impedire accessi non autorizzati, ma garantire anche l’affidabilità dell’intero processo, dall’accesso al conto fino all’autorizzazione della transazione. In un contesto in cui le tecniche fraudolente diventano sempre più sofisticate, la protezione dei servizi bancari digitali dipende dalla capacità di combinare strumenti tecnologici avanzati e comportamenti consapevoli da parte degli utenti.
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